Cenni storici su Albiate.
Inclusa in epoca carolingia nella pieve di Agliate di cui, verso l'undicesimo secolo, erano signori i Confalonieri, deriva probabilmente il toponimo, che compare nella forma attuale già nell'anno Mille, dal nome romano ALBIUS o dal termine latino ALVEOLUS, 'alveo o conca', con chiaro riferimento al vicino fiume Lambro.
Dopo essere stata annessa al contado della Martesana, nel XII secolo entrò tra i possedimenti dei Mandelli, cui subentrarono i Pallavicini, fu coinvolta nel Duecento negli aspri scontri per il dominio su Milano tra i Visconti e i Torriani e, infine, conquistata da Ottone Visconti nel 1277.
Nella seconda metà del XV secolo fu infeudata, con altri territori circostanti, al conte Angelo Balbiani, la cui famiglia ne conservò il possesso fino al 1760.
Gli ultimi proprietari furono i Mellerio, che rimasero alla guida del feudo fino al 1796 quando, con l'abolizione di tutti i diritti feudali sancita da Napoleone Bonaparte, entrò a far parte della Repubblica Cisalpina, seguendo da allora le vicende nazionali.
Tra i monumenti spiccano: la chiesa parrocchiale, intitolata a San Giovanni Evangelista ed edificata sul finire del XVIII secolo, l'oratorio di San Valerio Martire, in cui è custodita l'arca contenente il corpo integro del Santo, il santuario di San Fermo Martire, il palazzo Comini e la villa Campello, oggi sede del municipio.