Cenni storici su Sovico.
Citata per la prima volta in un documento della seconda metà del IX secolo, deriva il toponimo, che anticamente assunse anche le forme di Suigum e Suycum, dal latino SUMMUS VICUS, in riferimento alla posizione elevata dell'abitato.
Nel corso del Medioevo, al pari dei territori circostanti, fu coinvolta nelle lotte che caratterizzarono questo periodo, come quelle tra le opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini e le rivali famiglie dei Torriani e dei Visconti, venendo gravemente colpita dalle carestie e pestilenze che nel XVI e XVII secolo si abbatterono su tutto il territorio milanese.
Seguendo le vicende della pieve di Agliate, di cui fece parte fino al 1838, quando venne inserita in quella di Carate, fu infeudata dapprima ai Confalonieri e successivamente, intorno all'anno mille, ai Mandelli, che ne conservarono il possesso fino alla fine del Trecento.
Nel XV secolo ne furono investiti i Balbiani, che rimasero alla guida del feudo fino all'estinzione della loro dinastia, avvenuta nel 1760, quando queste terre furono acquisite dal fisco e poco dopo vendute con asta pubblica ed acquistate da Pietro Andreoli; costui ne mantenne il possesso fino all'abolizione di tutti i diritti feudali sancita da Napoleone nel 1796.
Comunità essenzialmente agricola fino alla seconda metà dell'Ottocento, dalla fine di questo secolo e dagli inizi del Novecento ha assistito alla progressiva affermazione dell'industria.
sul piano monumentale meritano di essere citati la chiesa parrocchiale, intitolata a Cristo Re e ai Santi Simone e Giuda e consacrata negli anni Trenta, la villa Rossi Martini, risalente al 16001700, e l'edificio dell'ex municipio, costruito nel 1934.