Cenni storici su San Colombano al Lambro.
Abitata fin dall'età del bronzo e del ferro, come testimoniato dal rinvenimento di vari reperti archeologici, fu in seguito colonizzata dai romani.
La nascita del borgo vero e proprio viene tuttavia riportata ai tempi della presenza in questi luoghi del monaco irlandese Colombano, il quale arrivato in Italia sul finire del VI secolo d.
C.
, fondò a Bòbbio un grande monastero, cui la regina Teodolinda assegnò dei possedimenti nella zona.
Donata dal re Liutprando al monastero di S.
Pietro in Ciel d'Oro di Pavia, verso l'anno mille passò tra le proprietà dell'arcivescovo milanese Ariberto d'Intimiano e in seguito fu teatro di lotte tra Lodi e Milano.
Feudo dei Landriani, verso la metà del XII secolo fu devastata dal Barbarossa, che poco dopo vi fece costruire una grande fortezza.
Con la vittoria ottenuta a Legnano dalla Lega lombarda sulle forze imperiali tornò ai milanesi, e fu in seguito assoggettata ai Visconti, i quali ne rientrarono in possesso dopo che i banini, per protesta contro l'assegnazione delle loro terre alla Certosa di Pavia, ebbero fatto atto di sottomissionei al signore di Lodi, Giuseppe Vignati.
Coinvolta nella guerra tra milanesi e veneziani e nelle lotte per il predominio su Milano tra i francesi, gli spagnoli e gli Sforza, agli inizi del 1500 fu infeudata al conte Ludovico Barbiano di Belgioioso e successivamente riconfermata da Carlo V ai certosini, che ne conservarono il possesso fino alla fine del XVIII secolo, quando ne furono nuovamente investiti i Barbiano.
Dopo l'invasione napoleonica e il ritorno degli austriaci, nel 1869 fu annessa alla provincia di Milano.
Tra i monumenti spiccano il castello, la parrocchiale, già esistente nel XIII secolo, il cinquecentesco oratorio di S.
Rocco, le chiese di S.
Francesco e S.
Giovanni Battista e il cosiddetto Portone di Borgo Ratto.