Cenni storici su Roncello.
Citata per la prima volta in un documento della metà dell'ottavo secolo tra i possedimenti di un certo Rotpert, nobile longobardo, secondo alcuni studiosi deriva il toponimo, che anticamente assunse la forma di Rocellum, dal latino ROCIUS o ROGGIUS, 'ruscello', e secondo altri dal termine "ronco", indicante un terreno pronto per la coltivazione, liberato dalle erbacce.
Intorno all'anno mille registrò una ripresa economica, dopo il declino dovuto alle invasioni barbariche: attorno al locale castello si sviluppò un nuovo nucleo abitato, che assunse il nome di Borgonovo, sede, dagli inizi del XII secolo, di un monastero benedettino dipendente da quello milanese di Sant'Ambrogio, al quale passarono tutti i beni del cenobio borgonovese, soppresso nel Trecento.
Dalla comunità religiosa ambrosiana tali proprietà pervennero al capitolo del duomo di Milano, per essere poi vendute, sul finire del XVIII secolo, a seguito della soppressione degli enti ecclesiastici decretata da Napoleone.
Ebbe possedimenti nella zona anche l'ordine religioso degli Umiliati.
Nel corso delle dominazioni spagnola e austriaca fu infeudata a più nobili famiglie, tra cui i marchesi D'Adda, gli Schiaffinati e gli Alemagna.
Tra i monumenti meritano di essere citate l'ottocentesca parrocchiale dei Santi Ambrogio e Carlo, nel cui interno è possibile ammirare pregevoli affreschi, e la chiesetta del Santissimo Salvatore, risalente alla seconda metà del Settecento.