Cenni storici su Rodano.
L'attuale assetto territoriale risale al 1869, quando le varie località presenti nella zona vennero aggregate a formare un solo Comune; il toponimo probabilmente deriva dal termine longobardo "rode", indicante un terreno che si inizia a dissodare, dal quale si passò al dialettale "roda", usato nel senso di 'ruota'.
La sua storia, in cui mancano eventi di particolare rilevanza, è stata contraddistinta dall'incessante lavoro dei monaci cistercensi, impegnati nella bonifica di queste terre, rese molto fertili attraverso la realizzazione di numerosi canali per l'irrigazione, derivati dal Naviglio Grande e dal canale Muzza.
Nel corso del Medioevo, dopo la dominazione longobarda, cui si riferiscono vari reperti, seguì le vicende del feudo di Melzo, di cui facevano parte molte delle terre ora rodanesi, venendo assegnata dal duca Galeazzo Maria Sforza a Lucia Marliani nella seconda metà del XV secolo.
Ceduta da un feudatario all'altro, tra cui i Trivulzio e i Dal Pozzo, fino all'abolizione dei diritti feudali, decretata da Napoleone sul finire del Settecento, con la restaurazione austriaca passò alla camera regia e fu in seguito concessa al conte Francesco Verri.
Tra le testimonianze storico-architettoniche degne di nota spiccano: a Lucino, la cascina Tessera, ex convento, e la chiesa parrocchiale, intitolata a San Giovanni Evangelista e già citata in documenti della metà del XVI secolo; in località Trenzanesio la villa in stile neoclassico appartenuta alla famiglia Litta.