Cenni storici su Rho.
Per l'origine del toponimo si suppone una derivazione dal personale germanico (non attestato) *Rodo.
Sorse in epoca romana, come testimoniato da vari rinvenimenti archeologici.
Nel corso del Medioevo rivestì una certa rilevanza, ottenendo vari privilegi, tra cui l'istituzione di un mercato settimanale fin dagli inizi dell'undicesimo secolo.
Gran peso nelle vicende locali ebbe la nobile famiglia dei Capitani, cui venne infeudata dall'arcivescovo milanese Ariberto d'Intimiano.
Nel 1100 partecipò attivamente alle crociate e fu in seguito coinvolta nelle lotte tra i comuni lombardi e il Barbarossa, il cui esercito, nella seconda metà del XII secolo, la saccheggiò e la distrusse insieme a tanti altri borghi posti nei pressi di Milano.
Schieratasi dalla parte dei Torriani nelle lotte contro i Visconti, fu devastata dai lanzichenecchi agli inizi del Cinquecento e gravemente colpita dalle pestilenze del 1576 e del 1630.
Figura particolarmente significativa del Settecento rhodense fu quella del sacerdote Giorgio Maria Martinelli, fondatore della congregazione degli Oblati Missionari che, soppressa durante la dominazione napoleonica, tornò ad operare nella zona con la restaurazione austriaca.
Tra i monumenti spiccano il santuario dell'Addolorata, la cui costruzione, iniziata verso la fine del 1500, si protrasse per quasi tre secoli, la parrocchiale di San Vittore della prima metà dell'Ottocento, i palazzi municipale, "alla Torre" e Visconti Banfi, la seicentesca villa Burba e, in località Castellazzo, la villa Scheibler.
Ottenuto il titolo di città nel 1932, ha registrato una progressiva crescita industriale e demografica, grazie allo sviluppo, fin dalla metà del secolo scorso, delle comunicazioni ferroviarie e tranviarie.