Cenni storici su Renate.
Aggregata nel 1929 al Comune di Vedùggio, ha recuperato l'autonomia amministrativa solo nel 1956.
di antiche origini antiche, come testimoniato da numerosi rinvenimenti archeologici, tra cui una spada di bronzo di età preistorica, una necropoli e alcune monete di epoca romana, deriva il toponimo dal latino RENATUM, variante aferetica di ARENATUM, che probabilmente si riferisce alla natura sabbiosa del terreno sul quale è sorto l'abitato; non manca però chi si riferisce al nome di persona RENUS o RENA.
Citata per la prima volta come Vico Arenato in una disposizione testamentaria della fine dell'undicesimo secolo, nella seconda metà del 1100 fu confermata dall'imperatore Federico Barbarossa tra i possedimenti del monastero di Civate.
Fu in seguito menzionata nel "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani" (un catalogo delle chiese milanesi compilato da Goffredo da Bussero sul finire del XIII secolo), insieme con la sua chiesa, dedicata a San Donato e assurta al rango di parrocchiale nel Cinquecento, in occasione della visita pastorale di San Carlo Borromeo.
Nel Seicento, secolo contraddistinto dalla dura occupazione degli spagnoli, dal passaggio dei lanzichenecchi e dalla peste che ne decimò la popolazione, fu feudo dei Crivelli e nel Settecento, durante la dominazione austriaca, si svilupparono l'allevamento del baco da seta e la coltivazione del gelso che, favorendo il sorgere delle prime filande, crearono le basi per l'avvento dell'industria.
Tra le testimonianze storico-architettoniche spiccano la già citata chiesa parrocchiale, intitolata a San Donato e San Carpoforo Martire, con la facciata in stile barocco, la villa Mazzucchelli-Cagnola del XVIII secolo, in cui abitò il figlio di Alessandro Manzoni, e la villa Baragiola, in località Tornago.