Cenni storici su Pero.
Assunse l'attuale assetto nel 1928, a seguito della fusione con l'allora autonomo Comune di Cerchiate; chiamata fino al 1894 Cassina del Pero, deriva probabilmente il toponimo dall'albero del pero ma non manca chi si richiama all'ipotesi formulata dallo storico Mommsen sulla derivazione del toponimo dal termine "perarolo", ricollegabile al celtico "per la role", che significherebbe 'per la strada' e si richiamerebbe all'esistenza di un'antica via di comunicazione tra il Verbano e Milano.
Citata per la prima volta in un documento del 926 a proposito di una vendita di beni da parte di due fratelli, Pietro e Paolo del fu Diodato di Lampugnano, ad un decumano della chiesa di Milano, appartenne nel corso dei secoli a più feudatari, tra cui Antonio Visconti, sul finire del XIV secolo, i Pintanida e i Melzi.
Fece parte della pieve di Trenno, che verso la metà del Seicento fu infeudata ai Melzi, e nel 1735 passò a Cesare Monti, un loro discendente per via materna.
Cerchiate, il cui nome potrebbe derivare da CIRCULUS, 'vicinato', da QUERCULA o CERCULA, 'quercia', o dall'espressione "Petra Cergiate", che compare in una pergamena del XIII secolo e che potrebbe riferirsi alla pietra circolare dei mulini, fu a lungo sotto l'autorità ecclesiastica, facendo parte dei possedimenti del Monastero Maggiore di Milano e di quello di San Maurizio.
L'edificio di maggior rilievo è la chiesa di Santa Maria Elisabetta, che assunse il ruolo di parrocchiale per volere di San Carlo Borromeo nel 1581.
Dopo le devastazioni dell'Olona e il tentativo, appena un anno dopo l'unificazione, di separare di nuovo le due comunità, dagli anni Sessanta ha fatto registrare una forte crescita industriale e demografica.