Cenni storici su Nova Milanese.
Inserita nel corso del Medioevo nella pieve e nel feudo di Dèsio, secondo alcuni deriva la prima parte del toponimo dalla sua posizione, al nono miglio da Milano, su un'antica strada che collegava il capoluogo lombardo a Carate; altri, invece, si richiamano al latino VICUS NOVUS, che fa riferimento all'esistenza di un nuovo nucleo abitato, o alla voce "novale", usata nel senso di 'appezzamento di terra nuovamente coltivato dopo un periodo di riposo', oppure ad una famiglia del luogo, forse quella dei Novati.
L'attributo "Milanese" è stato aggiunto in questo secolo per distinguere la località dagli omonimi comuni della provincia di Bolzano.
Seguendo le vicende del feudo di Dèsio, dopo le lotte per l'affermazione delle autonomie comunali contro l'egemonia imperiale, nel Duecento fu coinvolta negli scontri per il predominio su Milano tra i Visconti e i Torriani, conclusisi con la sconfitta di questi ultimi e la creazione dello stato visconteo.
Ai Visconti subentrarono gli Sforza e nella seconda metà del XV secolo il duca Galeazzo Maria Sforza donò tutto il feudo di Dèsio alla sua amante Lucia Marliani, alla quale, nel corso del Cinquecento, subentrarono numerose altre famiglie nobiliari, tra cui i Pirovano, i Ferrario, i Rho, i Roadino, i Gallarati e, infine, gli spagnoli de Levya, che ne conservarono il possesso per quasi un secolo.
Venduta da questi signori nella prima metà del XVIII secolo, ebbe come ultimo feudatario il marchese Carlo Camillo Rovelli di Como.
Tra i monumenti figurano la parrocchiale del XVIII secolo, dedicata a Sant'Antonino Martire, la chiesa della Beata Vergine Assunta, risalente al XVI secolo, la villa Manfredini Ferrari Ardicini del Seicento e l'ottocentesca Casa Monticelli Prinerti Vertua.