Cenni storici su Magnago.
Sebbene non si conoscano con precisione le origini del nome, da alcuni fatto derivare dal latino MAGNUS AGER, 'grande campo', e da altri collegato alla nobile famiglia locale dei Magnaghi, è certo che la zona fu abitata già in epoca romana, come testimoniato dal rinvenimento di alcune tombe risalenti al periodo imperiale.
Nell'alto Medioevo fece parte del contado della Bulgaria e fu sottoposta alla giurisdizione ecclesiastica della pieve di San Genesio di Dairago, acquistando in seguito una certa rilevanza, attestata dalla presenza di più chiese e, nel Trecento, di un cosiddetto banco di notarìa, un ufficio che a quei tempi si trovava soltanto nei maggiori nuclei abitati.
Verso la metà del XII secolo vi ebbe possedimenti il monastero femminile di San Maurizio di Milano al Monastero Maggiore.
Seguendo le vicende del capoluogo lombardo, passato dalla signoria dei Visconti sotto quella degli Sforza, nella prima metà del Cinquecento fu infeudata, con il resto della pieve di Dairago, a Castellano Maggi, passando nel secolo successivo, a seguito dello smembramento del feudo dairaghese, ai Del la Croce, che ne conservarono il possesso per un lungo periodo.
L'ultimo feudatario, Giuseppe Croce, lasciò buona parte dei suoi averi ai poveri del luogo e di altri comuni limitrofi, perché potessero beneficiare di cure ospedaliere.
Tra i monumenti si segnalano la parrocchiale di San Michele, il santuario di Santa Maria della Misericordia, risalente al 1000 o 1100, gli oratori di San Gaetano e San Martino del XVIII secolo e la parrocchiale di San Bartolomeo.