Cenni storici su Lissone.
Abitata fin da epoca romana, per alcuni deriva il toponimo dal latino: dal nome di persona LICIUS o da ILEX, 'leccio', e per altri da LIXIONES, termine con cui si indicavano nell'antica Roma i legionari incaricati di rifornire di acqua gli accampamenti.
Corte reale nel V secolo d.
C.
, nell'alto Medioevo fece parte del contado della Martesana e fu sottoposta alla giurisdizione della pieve di Dèsio, seguendo le vicende storiche del capoluogo lombardo.
Durante il periodo comunale fu dotata di fortificazioni e fu probabilmente distrutta da Federico Barbarossa intorno alla metà del XII secolo.
Sede di una confraternita degli Umiliati che, dediti alla lavorazione della lana, ebbero notevole peso nella vita sociale ed economica del Comune, fu coinvolta nelle lotte tra le famiglie dei Torriani e dei Visconti, cui si aggiunsero quelle locali tra i Rustici e i Melosi.
Sul finire del Trecento, per volere di Gian Galeazzo Visconti, fu posta alle dirette dipendenze di Milano e con questa subì, in seguito, le dominazioni francese e spagnola.
Dopo essere stata infeudata, con tutta la pieve di Dèsio, a Lucia Marliani e ai figli Galeazzo e Ottaviano Sforza, subì diversi passaggi di proprietà, pervenendo nel 1580 ai Manriquez, che ne conservarono il possesso fino alla fine del XVIII secolo.
Tornata a far parte della pieve di Dèsio durante il dominio austriaco, dopo la soppressione dei feudi sancita da Napoleone, verso la metà dell'Ottocento fu annessa al VI distretto di Monza.
Tra i monumenti spiccano la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, consacrata negli anni Venti del XX secolo, e il palazzo Terragni, recentemente restaurato.