Cenni storici su Lesmo.
Il toponimo potrebbe trarre origine dall'antroponimo germanico LEDISMA, a sua volta da collegare al personale latino (non attestato) LAETISSIMUS.
Di antiche origini, come testimoniato dal rinvenimento nella zona di numerose monete di epoca romana, probabilmente nascoste nel corso delle invasioni barbariche, nel Medioevo fece parte della pieve di Vimercate.
La sua storia, nella quale mancano eventi di particolare rilievo, è legata alle vicende di due famiglie, i De Lesmi e i De Peregalli, tra le quali, stando a quanto riportato dallo scrittore Ignazio Cantù, nel periodo medievale sarebbero scoppiate accese contese.
Proprio come accadde a Verona tra i Capuleti e i Montecchi, le cui lotte sono narrate in una tragedia shakespeareiana, anche qui, come per gli sfortunati protagonisti delle vicende veronesi, si sarebbe consumata una tragedia: due innamorati, Gian Guidotto De Lesmi e Rosa De Peregalli, vittime delle ostilità e dell'inimicizia delle rispettive famiglie, sarebbero morti tragicamente: lei, infatti, si sarebbe avvelenata, lui, invece, sarebbe stato pugnalato in una vicina località chiamata Bosco Bello.
Questi eventi intensificarono l'astio tra le due casate, scatenando nuovi scontri.
Tra i monumenti figurano la parrocchiale, intitolata a Santa Maria Assunta e costruita nel XIX secolo, e la villa Gernetto o villa della Somaglia che, appartenuta originariamente ai conti Rozzoni, passò in seguito ai Molinari e, nella seconda metà del Settecento, ai Mellerio e ai Cavazzi della Somaglia: nel suo parco si trova la casa Boffalora, nella quale nacque il famoso esploratore Gaetano Casati.