Valdastico in sintesi.
“Comune sparso” con sede in San Pietro Valdastico.
di antica origine non molto antica, basa la sua economia prevalentemente sulle attività industriali.
I valdasticensi, che fanno registrare un indice di vecchiaia molto alto, vivono nel capoluogo comunale, nelle località di Barcarola, Forni, Pedescala, Valpegara e La Dogana-Ceratti, tra le più popolose, e in alcune case sparse.
Il territorio, classificato di montagna, presenta un profilo geometrico irregolare, caratteristica tipica del paesaggio di montagna, con variazioni altimetriche molto accentuate.
Analogamente, l’andamento plano-altimetrico dell’abitato, interessato da un fenomeno di espansione edilizia, si presenta tipico di montagna.
Nell’insegna municipale, concessa con Regio Decreto, sono raffigurati i simboli araldici delle quattro unità territoriali, riunite, nel 1940, in un unico Comune: Casotto, il cui simbolo è costituito da un casotto doganale sormontato da un’aquila nera, Forni Val d’Astico e Pedescala, rappresentate, rispettivamente, da due forni di cotto sostenuti da una base di pietra viva e da una scala posta su una collina, e, infine, San Pietro Val d’Astico, simboleggiata da due torri merlate, immagine evocata dallo stemma comunale di Rotzo a cui la frazione apparteneva.
Nello scudo le armi sono legate da una catena di ferro.