Cenni storici su Montecchio Maggiore.
Il toponimo deriva da due parole latine: MONTICULUM riferendosi alla sua posizione geografica, e MAIOR per distinguerlo da Montecchio Precalcino.
Molti resti ne attestano un insediamento di epoca romana, ma è citata per la prima volta in un documento del 975, quando il vescovo Rodolfo la concede in feudo ai monaci benedettini di San Felice.
È sotto la signoria dei Bongiudei, quindi dei Pilio, tramite i quali viene collegata alla stirpe veronese dei Montecchi.
Conquistata nel 1239 da Federico II, Uguccione, della famiglia dei Pilio, nel 1242 è costretta alla resa da Ezzelino.
Nella storia successiva non si segnalano eventi di rilievo, segue, quindi, quella del territorio circostante.
La parrocchiale, di stile neogotico, edificata tra il 1874 e il 1903, ha al suo interno i quattro altari dell’antica pieve di Santa Maria (ottavo/nono secolo).
Nel 1845 è stata innalzata a parrocchia anche l’antica chiesa di San Pietro del Costo, restaurata nel sedicesimo secolo ed ampliata tra il 1853 e il 1878; ospita una pala del 1519 di Giovanni Buonconsiglio, uno dei maggiori esponenti della pittura locale.
Cangrande II, nel 1351 e nel 1359, fa erigere due castelli che passarono nelle mani degli Scaligeri, dei Visconti e dei veneziani.
Si racconta che in uno di questi Luigi Da Porto abbia ambientato la storica novella di Romeo e Giulietta, poi resa celebre da Shakespeare.
Villa Cordellina, eretta da Giorgio Massari tra il 1735 e il 1760, è una delle ville più rappresentative del vicentino; presenta un pronao classico con un timpano sostenuto da gigantesche colonne ioniche; al suo interno ci sono gli affreschi del Tiepolo del 1743.
Villa Lorenzoni, oggi Biblioteca civica, è stata costruita ai primi dell’Ottocento da Bartolomeo Malacarne; presenta un portale a bugnato rustico e sulla facciata il gruppo scultoreo del trono della Vergine Incoronata.
Al sedicesimo secolo risale un grande complesso con residenza padronale, oratorio, abitazioni per i contadini e locali per lavoro e animali; Angelo Fogazzaro lo acquistò e contribuì ad un ulteriore ampliamento.