Cenni storici su Marostica.
Due sono le ipotesi sull’origine del toponimo: secondo la prima risale al latino FUNDUS MAOSTUS o MARII OSTIUM, la seconda fa riferimento a un eventuale termine celtico.
I primi insediamenti umani sono antichissimi, come provano ritrovamenti di ceramiche di epoca paleoveneta.
Importante in epoca romana, il primo documento scritto è del 917, quando Berengario la dona ai vescovi di Padova.
Ad essi rimane fino al 1818, quando ritorna alla giurisdizione di Vicenza.
Nel dodicesimo e tredicesimo secolo vengono fondati diversi conventi e ordini religiosi.
Prima del 1140 diviene feudo di Ezzelino il Balbo, nel 1194 Ezzelino il Monaco la cede alla famiglia padovana dei Carraresi, Ezzelino III da Romano la riconquista presto e la conserva fino al 1259.
Dal 1266 al 1311 è sotto la dominazione degli Scaligeri, cui nel 1386 subentra Gian Galeazzo Visconti, per terminare nel 1404 sotto la Repubblica veneta.
A seguito della guerra contro la Lega di Cambrai, viene occupata dall’imperatore Massimiliano I e solo nel 1513 torna a Venezia.
La chiesa di Sant’Antonio Abate, divenuta parrocchiale dal 1926, risale al Quattrocento, ma subisce una ricostruzione nel 1730; al suo interno, la Predicazione di San Paolo ad Atene di Iacopo e Francesco da Ponte, il campanile è costituito da una torre di una fortezza del 1100/1200.
Il convento di San Sebastiano, chiuso da Napoleone, oggi abitazione privata, presenta un portale del 1300 di Giovanni da Bologna e nel chiostro parti affrescate del 1500.
Il castello, detto inferiore, del quattordicesimo secolo è sede del Municipio e conserva mura merlate con un massiccio torrione.
di antica origine scaligera e del medesimo periodo, con origini più antiche, è anche il castello superiore.
Da ricordare, tra le altre, villa Torresino, del Seicento.