Cenni storici su Cismon del Grappa.
Il toponimo sembra riferibile all’espressione CIS-MONTEM, cioè ‘al di qua del monte’, per la sua collocazione a ridosso di un sistema prevalentemente montuoso.
I primi insediamenti avvennero intorno al Mille per l’arrivo degli ungari.
Per il culto molto antico di Santa Giustina, di influenza veneto-padovana, si può accettare l’ipotesi dell’origine bassanese delle popolazioni.
Nella stessa epoca sorsero due importanti fortificazioni: la Rocchetta e il Covolo, più importante quest’ultima, perché costituita da un’ampia grotta naturale alla quale si accedeva per mezzo di scale che partivano dalla base del monte.
La fortezza del Covolo appartenne di volta in volta ai veneziani, agli imperiali, al tempo della guerra di Cambrai, e rimase in possesso dei veneziani fino al trattato di Campoformio.
Sotto il dominio austriaco ebbe un certo progresso sociale.
Tornò a far parte dell’Italia nel 1866.
Nel 1817 si verificò una terribile carestia, altre ce n’erano state in passato, accompagnate da gravissime pestilenze.
Tra le calamità naturali si ricordano le piene del Brenta, alle quali più tardi si pose riparo con opere di bonifica.
Nel 1917, dopo la ritirata di Caporetto, venne occupata dagli austriaci, la popolazione fu deportata in Sicilia e fu interamente distrutta.
Col Moschin, Col Beretta, Monte Pertica: sono i nomi che ricordano le aspre lotte che insanguinarono il territorio durante la prima guerra mondiale.
Di interesse artistico è la chiesa parrocchiale, edificata nel 1749 su un preesistente edificio cinquecentesco, di cui rimangono il presbiterio e il campanile.