Cenni storici su Chiampo.
Secondo alcuni studiosi il nome deriva dal latino CAMPUS, ossia ‘campo', secondo altri dalla voce germanica “Klam po”, cioè ‘piccolo Po', riferito al locale corso d'acqua; altri ancora lo fanno derivare da CLAM POSITUS cioè ‘si trova in zona nascosta', oppure da CAMPUS, nel senso però di ‘accampamento'.
Molti i ritrovamenti, sia di lapidi con iscrizioni latine che di reperti forse dell'età della pietra.
Nel locale Museo dei fossili si colleziona una serie paleontologica molto nota di reperti collocabili tra i duecento e i cinquanta milioni di anni fa.
È certo che i primi insediamenti furono piuttosto antichi e segnati in modo particolare dalle invasioni barbariche.
È citata per la prima volta in un documento del 1091 per una donazione di Enrico IV al Monastero di San Felice di Vicenza.
In seguito, dopo essere stata di proprietà di signori locali, passò nel 1329, agli Scaligeri e quindi, nel 1338, ai Visconti.
Successivamente, nel 1404, entrò a fa parte della repubblica di Venezia e ad essa restò legata fino al trattato di Campoformio.
In quel periodo avveniva anche il passaggio al vicariato di Arzignano.
Conobbe anche gravi carestie ed epidemie negli anni 1806, 1822 e 1836.
Notevole l'emigrazione verso la fine del XIX secolo.
Di interesse artistico sono: il Santuario della Pieve, dove si venera una Madonna con Bambino in pietra tenera dipinta, risalente alla fine del Quattrocento, e che conserva altre importanti opere d'arte del XVII e XVIII secolo; una pregevole riproduzione della Grotta di Lourdes; la chiesa arcipretale di Santa Maria e San Martino ricca di opere d'arte sacra di grande pregio, risalenti ai secoli XVI e XVII; la casa Righetto, la casa Capra-Pugliesi e Villa Chiericati, edifici tutti improntati ai modi dell'architettura veneta.