Cenni storici su Arzignano.
Il toponimo è di antica origine romana e sembrerebbe derivare da Ancignanum, termine riferito a ‘argine’: indicherebbe uno sbarramento opposto alle piene dei torrenti Agno e Chiampo, che in questa zona sboccavano sulla pianura concludendo il loro percorso montano.
Numerosi reperti archeologici testimoniano le antiche origini dell’abitato e forti tracce sono state riscontrate anche per quanto concerne i periodi longobardo e carolingio.
Dominata prima dai nobili vicentini Maltraversi, poi dai loro discendenti, i conti di Arzignano, passò nel 1312 sotto gli Scaligeri, che vi costruirono un castello, tuttora ben conservato, come strumento di controllo contro le rivolte antiscaligere.
In seguito alla guerra tra Scaligeri e Viscontei, si consegnò ai Visconti, e poi nel 1404 passò alla repubblica di Venezia.
Dopo i notevoli danni subiti durante la guerra di Cambrai, altri periodi difficili furono quelli napoleonico e quello austriaco, e solo verso la fine del XIX secolo l’economia locale iniziò a svilupparsi, grazie anche alla fondazione della Banca Popolare di Arzignano e al successo delle industrie conciarie e meccaniche, tra cui la famosa Pellizzari.
Tra i monumenti di maggior rilievo spicca il Castello, notevole complesso monumentale con cinta muraria e nove torri, posto su uno sperone collinare.
Importante è anche la Chiesa di Castello, dedicata a Santa Maria e Santa Elisabetta; vi si conserva uno splendido polittico ligneo datato 1445 e attribuito a Mantegna e a Pozzolo.
Grandiosa è la Chiesa Arcipretale, sorta nel XII secolo.
Dopo la metà del 1500 ebbe un forte incremento demografico, a cui seguì nel 1630 lo spopolamento dovuto a una pestilenza: morirono quasi i due terzi della popolazione locale.