Cenni storici su Arsiero.
L’etimologia del toponimo, che risulta incerta, sembra derivare da arx, ossia ‘piazzaforte, rocca’, oppure da arsu, cioè ‘luogo arido’.
Ha origini sicuramente molto antiche, anche se scarsamente attestate da reperti d’epoca romana.
Il primo nucleo dell’abitato sorse a guardia dei passaggi verso le Alpi e le regioni del Nord, e fin dal X secolo è documentata la presenza di un castello vescovile.
Nel Medioevo la sua importanza crebbe proprio grazie alla sua posizione: fungeva da agevole punto di passaggio tra la pianura padana veneta e le sovrastanti zone montane, sfruttate fin dall’epoca romana per la loro ricchezza di giacimenti ferrosi.
Dopo la dominazione scaligera (1349), passò ai Visconti e ai veneziani; poi, come tutto il Veneto, all’Austria ed infine al Regno d’Italia.
Durante la prima guerra mondiale divenne il centro di una vasta cerniera difensiva fra le truppe stanziate sul Pasubio e quelle poste a difesa dell’altopiano di Asiago.
Tra i monumenti vanno ricordate due opere di pregio: la chiesa di Santa Maria, edificio tardo-romanico, costruito nel XV secolo ma successivamente rimaneggiato, e la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, posta in posizione panoramica, cospicuo esempio di stile neo-palladiano vicentino.
Dopo la prima guerra mondiale fu costretta a fronteggiare il problema della miseria e della disoccupazione con l’emigrazione della sua gente, ma i segni della ripresa economica iniziarono ben presto a farsi sentire grazie allo sviluppo e al potenziamento dell’artigianato e della piccola industria.