Cenni storici su Pianiga.
Di derivazione latina il toponimo: PELLIANUS e il suffisso -ICA stanno ad indicare la proprietà fondiaria, mentre meno accreditata è la tesi che vuole l’origine in PLANUS, con il significato di ‘piano’.
Abitata in epoca romana, l’area era destinata in premio ai legionari come si desume dalla sua divisione in lotti a forma quadrata, le centurie appunto.
Più vicina a Padova che a Venezia sotto il profilo geografico e storico, subì un declino nel V secolo, in concomitanza con la caduta dell’impero romano.
Furono i monaci, intorno all’anno Mille, a ridare vita ai terreni in precedenza abbandonati, ma inevitabilmente, come altre località limitrofe, fu distrutta dal passaggio di Ezzelino III da Romano e delle sue truppe nel 1257 e da quello di Cangrande Della Scala nel 1337.
Trascorsa una fase illustre sotto il dogato veneziano, in cui l’agricoltura rifiorì, entrò a far parte del Regno d’Italia del 1805, retto da Napoleone, durante il quale fu assegnata alla provincia di Padova.
Venne trasferita alla provincia di Venezia nel 1853, durante il Regno del Lombardo-Veneto.
Tra gli edifici di culto ricordiamo la parrocchiale del 1136 dedicata a San Martino, oggetto di recenti restauri.
All’interno della cappella del 1606 spicca per bellezza un polittico, attribuito a Francesco Bissolo, che rappresenta nella parte inferiore San Martino attorniato da altri santi e nella parte superiore una Vergine con bambino e San Giovannino.
Villa Rizzi è uno degli esempi più belli di case dominicali costruite durante il periodo della Serenissima.