Cenni storici su Dolo.
L’origine del toponimo è ancora controversa.
Deriverebbe dal nome Dauli, antica famiglia del luogo.
Si sviluppa grazie alla deviazione del fiume Brenta, avvenuta tra il 1488 e il 1507, e alla successiva costruzione dei molini, anche se già nel 1454 vi si trovava un oratorio.
Nel 1570 divenne cappellania e nel 1722 fu dichiarata parrocchiale.
Il Regno d’Italia napoleonico la fece assurgere a Comune annettendola al Dipartimento del Brenta (l’odierna Padova).
L’anno seguente venne, invece, fatta passare al Dipartimento dell’Adriatico (l’attuale Venezia).
Con l’avvento del Regno d’Italia, creato da Napoleone, divenne Comune venendo dapprima (1806) inclusa nel Dipartimento del Brenta, l’attuale provincia di Padova, e l’anno dopo trasferita al Dipartimento dell’Adriatico, l’attuale provincia di Venezia.
Subentrato il Regno del Lombardo-Veneto (1815) divenne capo distretto e ampliò il suo territorio incorporando dapprima Arino, nel 1816, e quindi Sambruson, nel 1818, venendo soppressa l’autonomia comunale loro concessa da Napoleone nel 1806.
Risale al 1576 la costruzione della chiesa in onore di San Rocco alla quale fu annesso il campanile nel 1588.
Grazie alla felice ubicazione territoriale, tra il XVI e il XVIII secolo molte famiglie nobili veneziane edificarono le loro splendide ville lungo le sponde del fiume Brenta, dove amavano trascorre le vacanze.
Esempi di queste architetture sono: Villa Ferretti-Angeli (eretta al centro di un vasto parco nel 1596); Villa Andreuzzi-Bon e Villa Mocenigo-Spina, ambedue settecentesche; Villa Fini-Melchiori, che si distingue per il suo parco abbellito da statue e da un delizioso Oratorio.
Perla del patrimonio artistico della località di Sambruson è la settecentesca Villa Chantal, immersa nel verde di un parco disseminato di statue.
Ad Arino invece, merita di essere citata la chiesa dedicata a San Michele (tempio riedificato nel 1512 e poi modificato di nuovo nelle strutture architettoniche).