Cenni storici su Precenicco.
Abitata probabilmente già in epoca romana, divenne in seguito una zona paludosa e malsana, resa ancora più inospitale dalle invasioni barbariche, protrattesi fino all’arrivo dei longobardi.
Il toponimo, che in documenti del XII secolo compare nelle forme di Prissinicum e Prossenich, deriva dal personale latino PERCENIUS, con l’aggiunta del suffisso –ICUS.
Sviluppatasi attorno alla chiesa costruitavi nella prima metà del Duecento, fece parte dei possedimenti del patriarca aquileiese che, nel XIV secolo, la infeudò al conte di Gorizia.
Ceduta all’ordine dei gesuiti, fu a lungo travagliata dalle lotte tra i conti goriziani e gli altri potenti feudatari friulani e tra questi e il patriarcato.
Nella prima metà del Quattrocento finì sotto la signoria di Venezia, insieme al resto del Friuli.
Col declino della Serenissima, verso la fine del XVIII secolo, si aprì all’alternarsi delle dominazioni francesi e austriache, tornando sotto il dominio asburgico dopo la parentesi napoleonica.
Annessa al regno d’Italia nel 1866, dal primo dopoguerra fu interessata da una vasta opera di bonifica del terreno che, a causa di un fenomeno di bradisismo, era stato in buona parte invaso dalla laguna.
Il patrimonio architettonico include: la seicentesca parrocchiale di San Martino e la chiesa della Beata Vergine di Titiano, costruita nel XIII secolo ma più volte rimaneggiata.