Cenni storici su Sgonico.
Assume l’attuale fisionomia territoriale dalla seconda metà del XIX secolo, con la scissione da Monrupino e da altri comuni.
Denominata Zgonik in sloveno, è menzionata in documenti dei secoli XIV e XV come Svonicho, Vonicho o come Suonicaberda, composto con lo sloveno “brdo”, ‘colle’, che riflette lo sloveno “zvonik”, ‘campanile’.
Sono stati rinvenuti resti delle epoche preistoriche più remote che vanno dai manufatti del paleolitico medio a quelli del mesolitico, fino ai resti del neolitico.
Anche qui sono stati ritrovati i castellieri, i villaggi preistorici fortificati eretti in luogo elevato tra la media età del bronzo e la prima età del ferro, caratteristici di questa zona del Carso.
Nel XIV secolo viene citata come una delle comunità rurali in cui l’organizzazione amministrativa e giudiziaria era modellata secondo l’usanza slovena: l’assemblea dei capifamiglia, a capo della quale era il più anziano, aveva potere decisionale sull’intera comunità.
L’assetto territoriale del luogo cambia secondo le diverse amministrazioni della regione e passa da quello del periodo napoleonico, quando il Comune è il più vasto della zona, a quello della prima metà del XIX secolo, quando con alcuni comuni della Slovenia entra a far parte del Circolo di Gorizia.
Dal 1923 appartiene alla provincia di Trieste.
Oltre alle testimonianze di architettura carsica, rinvenibili soprattutto in località Rupinpiccolo, interessanti risultano anche la chiesa di S.
Michele, nel capoluogo comunale, che presenta elementi databili al XVI secolo, e quella di Samatorza, del XVIII secolo.