Cenni storici su Atella.
Fondata probabilmente da Giovanni d'Angiò, conte di Gravina, agli inizi del Trecento, in una zona abitata fin da tempi remoti e nelle vicinanze di un antico centro (forse Vitalba), risalente al 111 a.
C.
e abbandonato nel XV secolo, deriva il toponimo dall'omonima città campana, il cui nome, che in alcune monete osche compare nelle forme di ADERL, ADERULA ed ATERLA, andrebbe riportato al latino ATER, ‘nero', e avrebbe perciò il significato di ‘città nera'.
Tra la fine del XV e il principio del XVI secolo fu al centro delle lotte tra Carlo VIII e Luigi XII da una parte e gli aragonesi dall'altra, lotte finite con la disfatta dei francesi e degli spagnoli.
La storia successiva registra un susseguirsi di passaggi di proprietà: già feudo dei Caracciolo del principe di Melfi, nella prima metà del Cinquecento fu assegnata a Filiberto Chalon e poco dopo ad Antonio de Leyva, cui subentrarono i de Capua del principe di Conca, altri Caracciolo, i Gesualdi, i Filomarino e infine i Caracciolo del Sole, principi della Torella.
Tra le testimonianze storico-architettoniche spiccano: il duomo del Trecento, contenente pregevoli opere; la torre angioina, resto di un antico castello distrutto da un terremoto verso la fine del XVII secolo, e la chiesa di Santa Lucia.
Nel suo territorio comunale rientra il complesso dell'ex abbazia di San Michele di Monticchio.