Cenni storici su Villesse.
Abitata probabilmente già in epoca romana, come parrebbero confermare alcuni reperti archeologici rinvenuti nella zona, ha un toponimo di antiche origini incerte: attestato nelle forme di Vilesso, Villessio e Vigles in documenti medievali, potrebbe derivare dal termine “villa” oppure dalla voce slava “vy lesu”, che significa ‘nel bosco’.
Possedimento, nel secolo XI, dell’abbazia di Rosazzo, fu poi sottoposta alla giurisdizione della pieve di San Pier d’Isonzo, da cui si separò sul finire del Quattrocento, in seguito a una disastrosa inondazione.
La sua storia, nella quale mancano avvenimenti di grande rilievo, non si discosta da quella delle località circostanti che, devastate dalle invasioni barbariche, furono ripopolate, verso il X-XI secolo, con immigrazioni forzate di coloni slavi.
Passata, nel 1420, dal dominio patriarcale a quello veneziano, seguì le sorti della repubblica veneta, subendo l’invasione dei turchi, sul finire del XV secolo.
Nei primi decenni del Seicento fu coinvolta nella guerra di Gradisca, tra Venezia e l’Austria, venendo forse dotata di fortificazioni a guardia del passaggio sull’Isonzo.
Più volte saccheggiata dagli eserciti che ne attraversarono il territorio, tra la fine del Settecento e il principio dell’Ottocento registrò l’alternarsi delle dominazioni francesi e austriache, tornando, nel 1814, sotto gli Asburgo, che vi governarono fino al termine della prima guerra mondiale, quando venne annessa all’Italia.
L’edificio più interessante sul piano architettonico è costituito dalla chiesa parrocchiale, affiancata dalla torre campanaria.