Cenni storici su Turriaco.
I primi insediamenti nella zona risalgono probabilmente ai celti o ai romani.
Il toponimo, attestato per la prima volta in un documento del XIII secolo, potrebbe derivare dal nome latino di persona TURRIUS, TURIUS o THORIUS, con l’aggiunta del suffisso –ACUS, che indica appartenenza, oppure dall’espressione TURRIS AQUAE, con il significato di ‘torre in mezzo alle acque’, che farebbe riferimento alla presenza nel territorio di un fortilizio romano; non manca però chi si richiama al torrente Torre, che confluisce nell’Isonzo nei pressi dell’abitato.
Possedimento del patriarca di Aquileia, che nella prima metà del Duecento ne investì i signori di Castelvenere, nel 1420 entrò a far parte dei domini veneziani e venne infeudata ai conti Priuli, insieme ad altri paesi, tra cui Gradisca d’Isonzo, Monfalcone e Palmanova.
Seguendo le vicende della repubblica veneta, nei primi decenni del XVII secolo fu coinvolta nella guerra di Gradisca, tra Venezia e l’impero austriaco.
Passata all’Austria dopo la pace di Campoformio e l’invasione napoleonica, fu annessa all’Italia al termine della prima guerra mondiale, durante la quale, come tutta la zona dell’Isonzo, fu teatro di aspri combattimenti.
Fino al 1947 fu inserita nella provincia di Trieste.
Tra le testimonianze storico-architettoniche spiccano: la settecentesca chiesa parrocchiale di San Rocco, sorta sul luogo di un precedente edificio di culto, del Cinquecento, e il palazzo Fonda, fatto costruire dai conti Priuli sul finire del XVII secolo.