Moraro

Friuli-Venezia Giulia - Gorizia (GO)

Superficie: 3.5 km² Codice ISTAT: 13
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Descrizione

Moraro in sintesi.
Comune di pianura, di antiche origini, che alle tradizionali attività agricole ha affiancato un modesto sviluppo industriale.
I moraresi, con un indice di vecchiaia superiore alla media, sono concentrati nel capoluogo comunale.
Il territorio, poco esteso, presenta un profilo geometrico del tutto uniforme, con differenze di altitudine quasi irrilevanti, che determinano nell’abitato (interessato da una forte crescita edilizia) un andamento plano-altimetrico completamente pianeggiante.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Moraro.
Si estende nella zona settentrionale della provincia, ai margini della pianura friulana, tra Gradisca d’Isonzo, Farra d’Isonzo, San Lorenzo Isontino, Capriva del Friuli, Cormons e Mariano del Friuli.
A soli 5 km dal casello di Gradisca d’Isonzo, che immette sul raccordo Gorizia-Villesse dell’autostrada A4 Torino-Trieste, può essere facilmente raggiunta anche percorrendo la strada statale n.
56 di Gorizia, il cui tracciato si snoda ad appena un chilometro dall’abitato.
Agevole si presenta pure il collegamento con la rete ferroviaria: la stazione di riferimento, lungo la linea Monfalcone-Udine, si trova infatti soltanto a 2 km.
Per i voli nazionali e internazionali si utilizza l’aeroporto più vicino, posto a 15 km, ma per i voli intercontinentali senza scalo ci si serve del terminale di Milano/Malpensa, a 419 km.
Il porto commerciale dista 50 km, mentre quello turistico di Monfalcone è a 16 km.
La popolazione si rivolge prevalentemente a Gorizia per il commercio, i servizi e le esigenze di ordine burocratico-amministrativo che non possono essere soddisfatte sul posto.

Storia

Cenni storici su Moraro.
I primi insediamenti nella zona risalgono probabilmente ai celti; a questi subentrarono stanziamenti di romani, la cui presenza nel territorio è testimoniata da alcuni reperti archeologici rinvenuti.
Il toponimo, che compare per la prima volta soltanto in un documento del XVI secolo, corrisponde al termine friulano “morar”, ‘gelso’, derivante dal latino MORUM, ‘mora’, con l’aggiunta del suffisso.
Abitata anche in epoca alto-medievale, come attestato dalla scoperta di una necropoli longobarda, nei secoli successivi entrò a far parte dei possedimenti del patriarcato di Aquileia, quale piccolo villaggio agricolo di Cormons.
Seguendo le sorti delle località circostanti, nel X secolo fu invasa dagli ungari, che devastarono tutta la pianura friulana, costringendo il patriarca a ripopolare le campagne con immigrazioni forzate di slavi.
Feudo del conte di Gorizia, nel 1420 fu conquistata dalla repubblica veneta e venne saccheggiata dai turchi sul finire del secolo, quando, in seguito a una permuta tra l’ultimo conte goriziano e l’imperatore Massimiliano I, passò sotto la dominazione austriaca.
Coinvolta, nei primi decenni del Seicento, nella guerra di Gradisca tra la Serenissima e l’Austria, nel 1866, nel corso della terza guerra d’indipendenza, fu occupata dai cavalleggeri italiani, tornando però poco dopo nelle mani degli austriaci.
Durante la prima guerra mondiale, al termine della quale fu annessa all’Italia, fu teatro di operazioni militari, essendo posta nelle immediate vicinanze del fronte.
Aggregata a Capriva del Friuli nel 1927, recuperò l’autonomia amministrativa soltanto nel 1955.
Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: la quattrocentesca parrocchiale di Sant’Andrea, ristrutturata nella prima metà del XVII secolo, e la chiesetta di Santa Maria Maddalena, risalente al Trecento.

Economia

Struttura economica di Moraro.
A causa delle piccole dimensioni della comunità non vi sono particolari strutture burocratiche: le uniche attività del genere che vi si svolgono sono quelle connesse al funzionamento dell’ufficio postale e del municipio.
Sul posto manca la stazione dei carabinieri, per cui le funzioni di autorità di pubblica sicurezza sono, all’occorrenza, esercitate dal sindaco.
L’agricoltura, praticata con successo grazie alle favorevoli caratteristiche del terreno, che consentono proficue coltivazioni di cereali (in particolare modo frumento), foraggi, ortaggi, frutta e vite, è integrata dall’allevamento di bovini, suini e avicoli.
L’industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti edile, tessile, del legno e della produzione di mobili.
Più modesta è la presenza del terziario: mancano servizi qualificati, come quello bancario, e la rete distributiva è appena sufficiente a soddisfare le esigenze primarie della popolazione.
Non dispone di strutture sociali, sportive e per il tempo libero di un certo rilievo.
Nelle scuole locali si impartisce soltanto l’istruzione materna ed elementare; si può usufruire della biblioteca per l’arricchimento culturale.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.
L’assenza di una farmacia rende necessario rivolgersi altrove anche per i servizi sanitari di base.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Moraro.
Ospedale a GoriziaFarmacia a San Lorenzo IsontinoUsl n.
2 di GoriziaCarabinieri a Capriva del FriuliGuardia di finanza a CormonsVigili del fuoco a GoriziaPretura a GoriziaTribunale a GoriziaCorte d'Appello a TriesteUfficio Imposte Dirette a GoriziaUfficio del Registro a GoriziaConservatoria dei Registri Immobiliari Uff.

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Moraro.
Oltre a non figurare tra le mete turistiche più celebrate della zona, per la mancanza di attrattive di rilievo, è poco frequentata anche per lavoro, in quanto le sue attività produttive non hanno ancora raggiunto un livello tale da consentire un maggiore assorbimento di manodopera.
I rapporti con i comuni vicini, ai quali gli abitanti si rivolgono per frequentare le altre scuole dell’obbligo e gli istituti d’istruzione secondaria di secondo grado oltre a per usufruire dei servizi non forniti sul posto, sono piuttosto intensi e favoriti da un agevole sistema di comunicazioni.
Non si registrano manifestazioni folcloristiche di particolare rilievo.
La festa del Patrono, Sant’Andrea, viene celebrata il 30 novembre.

Dati Statistici

  • Superficie 3.5 km²
  • Codice ISTAT 13

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