Cenni storici su Ollolai.
Il toponimo è di oscura origine, verosimilmente attribuibile allo strato linguistico protosardo.
Fantasiosa è, dunque, l'interpretazione di alcuni studiosi che lo considerano derivato della voce fenicia “Olohol”, ‘tentorio, dimora di Dio'.
È attestato, a partire dal 1341, con le forme “Alela”, “Allala” e “Ollala”.
Fu fondata in età nuragica e fu sottoposta alla dominazione romana, periodo in cui fu sede di una delle Civitates Barbarie.
La sua popolazione mostrò sin da subito una forte resistenza e forza d'animo; essa si oppose, inizialmente, anche al Cristianesimo, finché Gregorio Magno non riuscì a convincere il capo Ospitone a favorire la conversione dei suoi sudditi.
Nell'XI secolo fu nominata capoluogo della Barbagia di Ollolai, nel Giudicato d'Arborea.
Nel 1478 fu conquistata dagli Aragonesi e incorporata nel Giudicato di Mandas.
Il periodo di splendore che aveva vissuto fino ad allora cessò improvvisamente nel 1490, anno in cui scoppiò un rovinoso incendio che distrusse tutto il nucleo urbano, eccezion fatta per un unico quartiere, e che costituì il focolare di una terribile pestilenza.
Gli abitanti sopravvissuti, però, non si diedero per vinti e si misero al lavoro per ricostruire ciò che era andato perso.
Successivamente fu ceduta in feudo ai Maza e ai Tellez Giron d'Alcantara.
Tra le vestigia del suo antichissimo passato figurano: i nuraghi Tarotto, Ispotollai, Caprino, Palai e San Sebastiano; la parrocchiale di San Bartolomeo, costruita secondo le linee architettoniche gotiche ma più volte rimaneggiata; la chiesetta campestre di San Basilio, cui anticamente era annesso un convento; le belle e antiche fontane “Regina Fantium” e “Sa funtana de sos padres”.