Cenni storici su Minervino Murge.
Abitata fin da tempi preistorici, stando ai reperti neolitici rinvenuti nel territorio, registrò in seguito un insediamento dauno che, raggiunto il massimo splendore nel VI-IV secolo a.
C.
, fu poi abbandonato.
Il nome, Minervino fino al 1863, viene in genere riportato all’esistenza nella zona di un antico tempio di Minerva; non manca però chi ritiene si tratti di un aggettivo in –inus, derivante da un nome latino di persona.
Saccheggiata dai saraceni, nel IX secolo, sotto i normanni fu eretta a sede vescovile, restando tale fino ai primi decenni del 1800.
Al pari delle località vicine, fu assoggettata a diverse gestioni feudali: possedimento di Giovanni Pipino, nella prima metà del 1300, appartenne successivamente agli Orsini del Balzo, ai Pignatelli e ai Del Tufo, cui subentrarono, verso la metà del XVIII secolo, i Tuttavilla-Calabritto, che ne conservarono la proprietà fino all’abolizione del feudalesimo, sancita da Napoleone.
Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: il castello medievale, ampliato dai Pignatelli, nel 1600, e oggi sede del municipio; la cattedrale dell’Assunta, ricostruita tra il XVI e XVII secolo sul luogo della precedente, di età normanna; le chiese di S.
Francesco, S.
Michele, del Conservatorio, della Madonna di Costantinopoli, dell’Immacolata Concezione, del Carmine e dell’Incoronata; i palazzi Caputi, Tedeschi, Corsi, Cristiani e Brandi; il cosiddetto “orologio vecchio”; una torre quattrocentesca, l’alto “faro”, monumento ai caduti del fascismo; il santuario della Madonna del Sabato, nell’omonima grotta, e le chiesette rupestri di S.
Michele e della Madonna della Croce.
Alla crescita economica e all’incremento demografico registrati dalla fine del 1800, grazie alla suddivisione dei latifondi, ha fatto seguito, nel secondo dopoguerra, una forte emigrazione, con un sensibile calo del numero degli abitanti.