Cellamare

Puglia - Bari (BA)

Superficie: 5.83 km² Codice ISTAT: 18
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Descrizione

Cellamare in sintesi.
Centro di pianura, di antiche origini medievali, che alle tradizionali attività agricole ha affiancato alcune iniziative industriali.
I cellamaresi, con un indice di vecchiaia inferiore alla media, sono quasi tutti concentrati nel capoluogo comunale.
Il territorio presenta un profilo geometrico leggermente ondulato, con qualche differenza di altitudine più accentuata.
L’abitato, che conserva pregevoli testimonianze del passato, è interessato da una forte crescita edilizia, determinata anche da un saldo migratorio enormemente attivo; il suo andamento plano-altimetrico è pianeggiante.
Lo stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, raffigura, in campo argenteo, una sirena che fuoriesce dalle acque di un mare fluttuante d’azzurro.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Cellamare.
Si estende a pochi km a sud-est del capoluogo provinciale, tra Capurso, Casamassima e Noicattaro.
A soli 17 km dal casello di Bari sud, che immette sull’autostrada A14 Bologna-Taranto, può essere facilmente raggiunta anche percorrendo la strada statale n.
100 di Gioia del Colle, il cui tracciato si snoda ad appena 2 km.
Agevole si presenta pure il collegamento con la rete ferroviaria: la stazione di riferimento, lungo le linee Bari-Martina Franca-Taranto e Mungivacca-Putignano (che passa da Castellana Grotte), si trova infatti soltanto a 3 km.
Per i voli nazionali e internazionali ci si serve dell’aeroporto più vicino, posto a 24 km (quello di Napoli/Capodichino è a 268 km).
Il porto è si trova a 13 km.
La popolazione cellamarese si rivolge al capoluogo provinciale, a Capurso e a Triggiano per il commercio, i servizi e le esigenze di ordine burocratico-amministrativo che non possono essere soddisfatte sul posto.

Storia

Cenni storici su Cellamare.
I primi insediamenti nella zona risalgono a tempi antichi, come testimoniano i reperti archeologici, di epoca italiota, ellenica e romana, rinvenuti nei dintorni dell’abitato.
Il toponimo compare nella forma di Cellamarii nello statuto della località, redatto dall’arcivescovo barese Rainaldo, nella seconda metà del 1100; è un composto corrispondente a “cella al mare”, da intendere nel senso di ‘cella rivolta verso il mare’.
Fondata intorno al secolo XI, insieme a Capurso riuscì a respingere i saraceni che, dopo aver devastato vari paesi, tra cui Valenzano, cercavano di occuparla.
In essa si rifugiarono i profughi di Bari, distrutta dal normanno Guglielmo il Malo, verso la metà del XII secolo.
Possedimento della mensa arcivescovile, passò poi sotto diversi signori, condividendo le sorti del resto della provincia, assoggettata a svariate dominazioni fino all’ingresso nel Regno d’Italia.
Del patrimonio storico-architettonico fanno parte: il castello feudale; la torre civica o dell’orologio, costruita nella prima metà del Novecento; l’ottocentesca parrocchiale della Santissima Annunziata, contenente, tra l’altro, la reliquia di Sant’Amatore e un pregevole dipinto, del XII secolo; le chiese di San Michele Arcangelo e della Madonna delle Grazie.

Economia

Struttura economica di Cellamare.
sul piano burocratico, non si registra la presenza di particolari strutture: le uniche attività del genere che vi si svolgono sono quelle connesse al funzionamento dell’ufficio postale e del municipio.
Sul posto manca la stazione dei carabinieri, per cui le funzioni di autorità pubblica sicurezza sono, all’occorrenza, esercitate dal sindaco.
L’agricoltura, praticata con successo grazie alle favorevoli caratteristiche del territorio, si basa sulla produzione di cereali, ortaggi, uve, olivo, agrumi e altra frutta; parte della popolazione si dedica anche alla zootecnia, prediligendo l’allevamento di ovini e caprini.
L’industria è costituita da aziende che operano nei comparti edile, metallurgico, dell’abbigliamento, della produzione e distribuzione di gas.
Il terziario si compone della rete commerciale (di dimensioni modeste ma sufficiente a soddisfare le esigenze primarie della comunità) e dell’insieme dei servizi, che comprendono quello bancario.
Nelle scuole del posto si impartisce l’istruzione obbligatoria.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.
A livello sanitario è assicurato il servizio farmaceutico; per altre prestazioni occorre rivolgersi altrove.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Cellamare.
Ospedale a TriggianoUsl n.
4 di BariCarabinieri a CapursoGuardia di finanza a BariVigili del fuoco a BariPretura di Bari sez.
RutiglianoTribunale a BariCorte d'Appello a BariUfficio Imposte Dirette a BariUfficio del Registro a BariConservatoria dei Registri Immobiliari a BariStazione ferroviaria a CapursoAeroporto a Bari/Palese e a Napoli/CapodichinoPorto a Bari

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Cellamare.
Sebbene non figuri tra le mete turistiche più celebrate della zona, offre a quanti vi si rechino la possibilità di gustare i piatti tipici della sua cucina.
I rapporti con i comuni vicini non sono particolarmente intensi; a essi gli abitanti si rivolgono per l’istruzione secondaria di secondo grado e i servizi non forniti sul posto, oltre che per lavoro.
Tra le manifestazioni tradizionali meritano di essere citati: la festa delle “fanoje” e l’albero della cuccagna, a San Giuseppe (19 marzo); i riti della settimana Santa; la fiera mercato di Sant’Antonio, ad aprile; la fiera di San Raffaele Arcangelo, l’ultima domenica di settembre; la sagra del dolce natalizio, il presepe vivente e quello artistico, in pietra (realizzato dai maestri della lavorazione della pietra locale), a dicembre.
Il mercato settimanale si svolge il lunedì.
La festa del Patrono, Sant’Amatore, viene celebrata la prima domenica di maggio; l’omonima fiera si tiene l’ultima domenica di aprile.

Dati Statistici

  • Superficie 5.83 km²
  • Codice ISTAT 18

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