Cenni storici su Cellamare.
I primi insediamenti nella zona risalgono a tempi antichi, come testimoniano i reperti archeologici, di epoca italiota, ellenica e romana, rinvenuti nei dintorni dell’abitato.
Il toponimo compare nella forma di Cellamarii nello statuto della località, redatto dall’arcivescovo barese Rainaldo, nella seconda metà del 1100; è un composto corrispondente a “cella al mare”, da intendere nel senso di ‘cella rivolta verso il mare’.
Fondata intorno al secolo XI, insieme a Capurso riuscì a respingere i saraceni che, dopo aver devastato vari paesi, tra cui Valenzano, cercavano di occuparla.
In essa si rifugiarono i profughi di Bari, distrutta dal normanno Guglielmo il Malo, verso la metà del XII secolo.
Possedimento della mensa arcivescovile, passò poi sotto diversi signori, condividendo le sorti del resto della provincia, assoggettata a svariate dominazioni fino all’ingresso nel Regno d’Italia.
Del patrimonio storico-architettonico fanno parte: il castello feudale; la torre civica o dell’orologio, costruita nella prima metà del Novecento; l’ottocentesca parrocchiale della Santissima Annunziata, contenente, tra l’altro, la reliquia di Sant’Amatore e un pregevole dipinto, del XII secolo; le chiese di San Michele Arcangelo e della Madonna delle Grazie.