Cenni storici su Canosa di Puglia.
Abitata fin da tempi preistorici, come testimonia la necropoli scoperta in località Pozzillo, sarebbe stata fondata dal mitico Diomede e deriverebbe il toponimo dai cani che accompagnavano l’eroe greco.
Insediamento dauno, raggiunse una grande prosperità, comprovata dai preziosi corredi rinvenuti nelle sepolture, del IV-III secolo a.
C.
, scavate nel suo banco calcareo.
Occupata dai romani, nel 318 a.
C.
, fu poi municipio e colonia, sotto Antonino Pio, col nome di Augusta Pia CANUSIUM.
Si è chiamata Canosa fino al 1863.
Sede episcopale, nel VI secolo d.
C.
assunse un nuovo assetto urbanistico, sviluppandosi sul pendio nord-orientale del colle, grazie all’opera del vescovo Sabino.
Dopo iniziò la decadenza: i bizantini le preferirono Bari, come centro del potere politico, amministrativo e religioso, costringendola all’isolamento.
Effimera fu la ripresa registrata in età normanna.
Nei secoli successivi cadde nell’anonimato, passando sotto varie gestioni feudali.
Tra le testimonianze storico-architettoniche spiccano: la cattedrale di S.
Sabino, costruita, nel secolo XI, su una basilica bizantina e contenente, tra l’altro, la tomba del principe Boemondo d’Altavilla; il battistero di S.
Giovanni, del VI secolo d.
C.
; i resti del castello medievale, sorto sul luogo dell’acropoli romana; le terme romane; l’area archeologica del tempio di Giove Toro; la basilica di S.
Leucio, eretta al tempo del vescovo Sabino su un precedente tempio italico; la zona degli ipogei (i più interessanti sono il Lagrasta e quello del Cerbero), e, nei dintorni dell’abitato, il ponte romano sull’Ofanto, l’arco detto di Varrone o di Traiano, i sepolcri familiari romani e la necropoli di Lamapopoli, con la basilica paleocristiana di Santa Sofia.