Cenni storici su Bisceglie.
Sorta in un’area abitata fin da tempi preistorici, come testimoniano i dolmen (monumenti sepolcrali o comunque legati al culto dei morti) e gli altri reperti rinvenuti nel territorio, sembra si sia formata a seguito del trasferimento sulla costa di gente dei villaggi vicini, abbandonati a causa delle incursioni saracene.
Il toponimo, che in documenti medievali compare nelle forme di Vigilias, Vigilia, Vigilie e Biscilia, deriva dal latino VIGILIAE, con riferimento alla probabile esistenza nella zona di un ‘posto di guardia’ lungo la romana via Traiana.
Notizie certe se ne hanno a partire dalla metà del secolo XI, quando fu conquistata da Roberto il Guiscardo, che la concesse al conte Pietro di Trani, il quale ne fece un luogo fortificato.
Sede di diocesi, per volere di papa Alessandro II, passò poi sotto gli svevi e gli angioini, registrando una grande crescita economica, grazie ai privilegi conferitele e allo sviluppo dei traffici marittimi.
La storia successiva all’avvento degli aragonesi, che ne rafforzarono le strutture difensive, non si discosta da quella del resto della regione, assoggettata, dall’inizio del Cinquecento, agli spagnoli, agli Asburgo e ai Borboni, sotto il cui dominio tornò al termine della parentesi napoleonica.
Del patrimonio storico-architettonico fanno parte: il castello svevo; la cattedrale, del secolo XI-XIII, ampiamente rimaneggiata dopo un terremoto, nel Settecento; le chiese di San Matteo, Sant’Adoeno e Santa Margherita; l’antica porta di Mare, oggi murata, e il palazzo Ammazzalorsa.
Nella campagna circostante si trovano: varie torri di avvistamento, la chiesa di Ognissanti e il cosiddetto tempio di Giano, del XII secolo.